MetaMorfosi contribuisce al restauro della “Resurrezione di Lazzaro” di Caravaggio

ROMA – Un’altra grande opera pittorica del nostro passato torna alla sua ‘antico’ splendore. ‘La resurrezione di Lazzaro’, uno dei più importanti dipinti eseguiti in Sicilia da Caravaggio, proveniente dalla Chiesa dei Padri Crociferi di Messina, viene ora presentato dopo un lavoro di restauro durato sette mesi: fino al 15 luglio verrà esposto nella Capitale, nel Museo di Roma di Palazzo Braschi. Dopo la tappa romana, l’opera caravaggesca rientrerà in Sicilia per essere esposta a Messina, nel Museo Regionale, dal 22 luglio a metà novembre.

IL DIPINTO. Ad essere riportato al suo antico splendore, dopo il precedente recupero effettuato nel 1951, è il dipinto realizzato da Caravaggio dopo la sua fuga da Malta su commissione di Giovanni Battista Lazzari nel 1608 e collocato nella Cappella di famiglia nel 1609. “L’opera – ha raccontato Gisella Capponi, direttore dell’Istituto Superiore per il Restauro- è arrivata a novembre e da allora è iniziato un lavoro serrato che ha coinvolto direttamente 25 tra restauratori ed esperti”. Un’attività di restauro costata, ha sottolineato Folena, “100mila euro sia per quanto concerne le spese di restauro sia per quanto riguarda l’esposizione a Palazzo Braschi”. “Voglio segnalare -ha poi aggiunto Folena- come in questo lavoro una delle cose piu’ impegnative e’ stata la sperimentazione di una collaborazione importante tra Istituzioni pubbliche diverse non sempre abituate a collaborare. Una strada, questa, che dobbiamo battere con piu’ convinzione”.

IL TEAM DI RESTAURATORI. Il restauro è stato eseguito dall’Istituto Superiore per la Conservazione e Restauro in accordo con il Museo Regionale di Messina, grazie alla collaborazione dell’Associazione Culturale ‘Metamorfosi’, fondata da Pietro Folena. Un lavoro in sinergia che ha messo in campo diverse Istituzioni: dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Roma, all’assessorato alla Cultura capitolino, dall’Istituto per il restauro, all’Assessorato alla Cultura della Regione Siciliana. L’opera verrà ospitata nel Salone d’Onore del palazzo romano che, per l’occasione, riapre al pubblico dopo i lavori di recupero. Una riapertura, questa, che coincide pure con l’apertura dell’attigua Cappella Valadier e di altre due piccole sale.

LAVORO DI SQUADRA. A mettere in evidenza il ruolo determinante del lavoro comune tra diverse istituzioni è stato anche il sovrintendente Umberto Broccoli che ha parlato del restauro come di “un fatto concreto” nella politica culturale della città. “Una delle novità di questo restauro -ha detto Broccoli- è che abbiamo fatto parlare gli amministrazioni mettendo intorno al tavolo tutti i soggetti interessati al restauro. L’altro aspetto interessante è l’apporto dei privati che ora sono necessari, indispensabili. Questo è uno dei grandi aspetti da affrontare”. Caravaggio nella sua tela mostra i personaggi in primo piano su uno sfondo scuro che lascia immaginare l’ambientazione di una chiesa. Al centro del dipinto spicca la figura di Cristo che, con fare imperioso e il volto in ombra, indica il corpo di Lazzaro ancora rigido. Un’impostazione che, anche per il gioco luce-ombra studiato dal maestro, ricorda molto la ‘Vocazione di San Matteo’ conservata nella Cappella Cantarelli di San Luigi dei Francesi.

(Tg1 online)

 


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