Michelangelo Architetto nei disegni della Casa Buonarroti

Milano, Castello Sforzesco
11 febbraio – 8 maggio 2011

Dopo le grandi monografie del secolo scorso, in anni recenti vi è stata un’importante e significativa ripresa degli studi sull’attività di Michelangelo architetto, che ha anche messo definitivamente in luce la singolare complessità compositiva, la straordinaria qualità, la ricchezza esecutiva, l’indubbia, ma talora intrigante, bellezza dei suoi disegni.

Molti di quei fogli, conservati in gran numero nella fiorentina Casa Buonarroti, vengono oggi a costituire il nucleo centrale di questa mostra, che si pone metodologicamente nel solco delle ultime ricerche, ma con l’intento di offrire, insieme ad alcuni approfondimenti, una lettura per certi aspetti nuova e nel contempo facilmente fruibile da parte del visitatore.

I disegni di Michelangelo, oltre cinquanta, sono stati raccolti secondo i temi di riferimento – dall’edilizia civile a quella religiosa, alle fortificazioni – e sono stati attentamente studiati al fine di cercare, nella semplicità di uno schizzo o nella complessa stratificazione di un elaborato “di presentazione”, i riflessi del percorso ideale di Michelangelo, del suo modo di progettare e di realizzare l’architettura: si tratta, evidentemente, di fabbriche celeberrime, ma talora incompiute se non addirittura mai realizzate.

Un’operazione resa ancor più impegnativa dalla complessa personalità dell’Artista, dal suo singolare modo di ‘vedere’ lo spazio architettonico, dall’uso rivoluzionario degli ordini classici, dall’assoluta libertà della sua tecnica grafica. A tali difficoltà si è cercato di far fronte tramite un’analisi, diretta e puntuale, di ogni singolo disegno, avvalendoci, quando necessario, anche di strumenti moderni, come quelli digitali. Proprio tali strumenti hanno consentito – come la stessa mostra documenta – di ottenere risultati di notevole interesse nell’individuare la sedimentazione grafica dei vari progetti, nel restituire costruzioni e varianti, e, infine, nel proporre schemi e modelli “ragionati”, ma di indubbia suggestione, come quello per la mai realizzata basilica di San Giovanni dei Fiorentini a Roma. Ovviamente, tali esiti sono stati infine ricondotti all’interno dei diversi progetti, costantemente e criticamente esaminati nelle loro grandiose componenti sia concettuali che compositive, come dimostra anche il catalogo: si è cercato, insomma, di salvaguardare sempre il senso architettonico della mostra, anche se il suo geniale protagonista si chiama Michelangelo.

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